FIDUCIE E ASSICURAZIONE SULLA VITA

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Fiducie o assicurazione sulla vita : quali differenze ?

Per comprendere il funzionamento della fiducie (istituto fiduciario di diritto francese), può essere allettante paragonarla all’assicurazione sulla vita: in entrambi i casi vi è un trasferimento di proprietà tra il disponente (che nell’assicurazione sulla vita prende il nome di contraente) e il fiduciario (o l’assicuratore), a vantaggio di uno o più beneficiari designati tanto nel contratto di assicurazione quanto in quello di fiducie.

Eppure, al di là di questa somiglianza, i due regimi giuridici sono radicalmente diversi.

Così, se i vantaggi (unicamente finanziari) dell’assicurazione sulla vita sono ben noti (franchigia fiscale e, a determinate condizioni, attivi esclusi dall’asse ereditario), è esaminando i numerosi inconvenienti dell’assicurazione sulla vita che la differenza tra i due regimi si coglie meglio. La fiducie, infatti, non si limita a riprenderne i vantaggi: lo fa senza i relativi inconvenienti e vi aggiunge ulteriori benefici, propri di questo istituto e di portata ben superiore.

Gli inconvenienti dell’assicurazione sulla vita

1. Riscatto totale = chiusura del contratto

In una polizza vita i prelievi sono possibili in qualsiasi momento e le somme non sono mai vincolate. Il riscatto totale comporta tuttavia la chiusura automatica del contratto di assicurazione sulla vita. L’operazione è gratuita, ma in tal caso Lei perde l’anzianità fiscale dell’investimento.

Prima di procedere a un riscatto totale, Le raccomandiamo di verificare con attenzione la data di sottoscrizione. Se il contratto è stato aperto da almeno 8 anni, Lei beneficia pienamente dei vantaggi fiscali. Al di sotto di tale durata, sarà soggetto a tassazione.

2. L’impossibile trasferimento dell’assicurazione sulla vita

Trasferire il proprio contratto di assicurazione sulla vita presso un altro istituto non è possibile. Per cambiare banca o compagnia di assicurazione, deve prima chiudere il contratto in corso e aprirne un altro presso il nuovo istituto. In altri termini: perde i vantaggi fiscali legati all’anzianità del contratto, salvo effettuare il trasferimento dopo 8 anni di detenzione.

Da sapere: Dalla loi Pacte del 2019 è possibile trasferire il proprio contratto di assicurazione sulla vita se l’assicuratore ne conserva la gestione, anche qualora si tratti di organismi o di banche differenti.

Inoltre, l’amendement Fourgous consente di trasferire un contratto di assicurazione sulla vita monosupporto verso un contratto multisupporto senza perdere l’anzianità fiscale. Viene però meno la garanzia del capitale, poiché in un contratto multisupporto almeno il 20 % deve essere investito in unità di conto (unit linked). Lei deve trasferire la totalità dei fondi e, soprattutto, il trasferimento deve avvenire presso il medesimo istituto.

3. Attenzione al cumulo dei costi

I risultati finanziari di strumenti come l’assicurazione sulla vita dipendono dalla strategia, ma anche dai costi da sostenere. Nel valutare i guadagni realizzati negli

esercizi precedenti, occorre distinguere i rendimenti lordi dai rendimenti netti. I costi erodono la remunerazione e possono talvolta accumularsi per tutta la durata del contratto:

  • Costi di ingresso applicati al momento della sottoscrizione;
  • Costi sui versamenti a ogni deposito;
  • Spese di switch al momento di modificare il Suo portafoglio di attivi;
  • Spese di gestione delegata prelevate dalla società alla quale affida il compito di gestire i Suoi investimenti;

Le tariffe variano tuttavia a seconda degli operatori e della natura degli investimenti. Alcune Fintech propongono in genere i costi più bassi, con spese di funzionamento nulle. Privilegiano inoltre investimenti in ETF molto meno onerosi.

4. I limiti della fiscalità dell’assicurazione sulla vita

L’investimento preferito dai francesi è concepito per incoraggiare i contraenti a mantenere i propri risparmi investiti a lungo termine. La fiscalità di favore risulta quindi ottimale per i guadagni riscattati dopo otto anni. La tassazione è invece più pesante in caso di riscatto prima di questa fatidica soglia (salvo per i premi versati prima del 26 settembre 1997, che beneficiano di un’esenzione).

Aliquota del prelievo forfettario francese: prélèvement forfaitaire libératoire (PFL) o prélèvement forfaitaire unique (PFU)

Versamenti Contratto aperto da
meno di 4 anni da 4 a 8 anni oltre 8 anni
tra il 26 settembre 1997 e il 26 settembre 2017 (PLF) 35 % 15 % 7,5 %
dopo il 26 settembre 2017 (PFU) 12,8 % 7,5 % sulla parte di valore del contratto inferiore a 150 000 €
12,8 % sulla parte di valore del contratto superiore a 150 000 €

Indipendentemente dalle date e dagli importi, i guadagni sono soggetti ai prelievi sociali (17,8 %). Va tuttavia ricordato che il fisco applica una franchigia annua forfettaria di 4.600 euro per una persona sola e di 9.200 euro per una coppia sposata o unita da un PACS (patto civile di solidarietà).

5. Trasmissione: vantaggi ridotti per i premi versati dopo i 70 anni

L’assicurazione sulla vita è uno strumento interessante per trasmettere il proprio patrimonio a dei beneficiari. In quanto contraente, Lei deve però prestare particolare attenzione all’età che ha al momento del versamento dei premi.

Prendiamo il caso di un contratto stipulato dopo il 20 novembre 1991. In caso di decesso, i beneficiari hanno diritto a una franchigia forfettaria limitata a 30.500 euro sui premi versati dopo i 70 anni (contro 152 500 euro per i premi versati prima dei 70 anni). Peggio ancora, tale importo è comune a tutti i beneficiari, mentre la franchigia sui premi versati prima dei 70 anni spetta a ciascun avente diritto.

In conclusione, è preferibile versare i premi prima del compimento dei 70 anni!

6. Rendimenti non sempre performanti

I rendimenti dell’assicurazione sulla vita tendono a diminuire negli ultimi anni a causa del calo dei titoli di Stato, fino a scendere al di sotto della soglia dell’inflazione. In realtà si tratta di un effetto forbice: da un lato la remunerazione dei fondi in euro a capitale garantito si esaurisce per via di un contesto finanziario difficile, dall’altro i prezzi al consumo aumentano in seguito ai diversi eventi internazionali (pandemia, conflitto geopolitico, tensioni economiche, ecc…).

Da qui l’interesse di diversificare i propri attivi puntando sulle unità di conto (unit linked) dei contratti di assicurazione sulla vita, per restituire slancio al rendimento riconosciuto nell’ambito di una gestione di lungo periodo. Alcuni contratti continuano del resto a ottenere risultati finanziari ben più elevati dei tassi dei libretti di risparmio regolamentati come il Livret A.

Per 100 €, reinvestendo i guadagni ogni anno
Dow Jones (dividendi reinvestiti)CAC 40 (dividendi reinvestiti)SCPIFondi in euro
100200300400500200920102011201220132014201520162017201820192020414243177132

Fonte: Harlington. Base 100 nel 2009, guadagni reinvestiti ogni anno.

La raccolta è diminuita con la crisi, ma la quota in unit linked resta elevata (in Mld €)
Totale (fondi in euro + unit linked)Unit linked
12.82.9APR201911.62.8MAG201912.23.2GIU201913.43.2LUG201910.22.2AGO2019123.7SET201912.13.9OTT201911.14.1NOV201911.84.8DIC201911.84GEN202011.24.4FEB202093.2MAR20206.42.1APR2020

Fonte: Harlington. Raccolta netta assicurazione sulla vita, in miliardi di euro.

Attenzione tuttavia: se i fondi in euro garantiscono il Suo capitale, lo stesso non vale per le unit linked (in francese unités de compte). Questi supporti di investimento sono costituiti da quote di azioni, di obbligazioni o di fondi il cui valore oscilla in funzione dell’incontro tra domanda e offerta sui mercati. Con le unit linked il rischio di perdita del capitale è dunque concreto.

7. Redigere correttamente la clausola beneficiaria

In caso di decesso, le somme sono versate ai beneficiari del contratto di assicurazione sulla vita. Deve quindi redigere correttamente la clausola beneficiaria del contratto, precisando l’identità degli aventi diritto. Che cosa accade se commette un errore?

  • Le somme possono andare a una persona che non desiderava designare come beneficiario;
  • In mancanza di beneficiari, il capitale caso morte deve essere reintegrato nell’attivo ereditario, più pesantemente tassato (imposte di successione);
  • La clausola standard applica un ordine logico (coniuge, discendenti, eredi);
  • Il contratto può rimanere tra le polizze dormienti se l’assicuratore non riesce a rintracciare i beneficiari.


Informare i beneficiari dell’esistenza del contratto di assicurazione sulla vita può sembrare una buona idea per evitare che resti dormiente. Attenzione, però: in caso di accettazione formale da parte di uno di loro, perde ogni margine di manovra per modificare la clausola o per procedere a un riscatto. Dovrà infatti ottenere il suo consenso preventivo per qualsiasi modifica, il che può creare non pochi problemi in caso di disaccordo.

8. Assicurazione sulla vita: quando interviene la giustizia

In caso di decesso, alcuni eredi possono sentirsi lesi e adire l’autorità giudiziaria. Il giudice verifica allora se Lei abbia deliberatamente versato premi manifestamente sproporzionati rispetto alla Sua situazione finanziaria.

In caso di abusi manifesti equivalenti alla sottrazione, tramite l’assicurazione sulla vita, di gran parte dell’eredità, il giudice ha facoltà di reintegrare in tutto o in parte tali somme nell’attivo ereditario.

In linea teorica, l’assicurazione sulla vita non può essere pignorata da un terzo. Tuttavia, in alcune situazioni, lo Stato, l’amministrazione fiscale o creditori privati possono avviare procedure in tal senso. È il caso in cui Lei abbia volontariamente organizzato la propria insolvenza per non rimborsare i propri debiti, abusando dei premi versati sul contratto di assicurazione sulla vita.

Il pignoramento dell’assicurazione sulla vita può intervenire anche quando il giudice ritiene dubbia l’origine dei fondi (riciclaggio, finanziamento del terrorismo).

In conclusione, l’impignorabilità è soltanto fittizia.

9. Minore flessibilità con una polizza collettiva

Il mercato distribuisce due categorie di contratti di assicurazione sulla vita: un contratto individuale, in cui Lei è in rapporto diretto con l’assicuratore, e un contratto collettivo stipulato tra l’assicuratore e una persona giuridica (banca, associazione, ecc.).

Questo intermediario svolge il ruolo di distributore. E non è un dettaglio da poco, perché ha il diritto di modificare le condizioni del contratto. Lei non ha voce in capitolo, a differenza del contratto individuale, in cui il Suo consenso è indispensabile.

Attenzione, dunque, a questa particolarità del contratto collettivo di assicurazione sulla vita, assai meno flessibile in sede di negoziazione.

Se è vero che i vantaggi di questo prodotto di risparmio sono numerosi, ora conosce anche i pochi inconvenienti dell’assicurazione sulla vita. Lungi dall’essere insormontabili, essi richiedono soltanto il rispetto di alcune raccomandazioni per ottimizzare la Sua fiscalità o per portare a buon fine la Sua successione.

10. Il regime giuridico del contratto a favore di terzo

Occorre infine sottolineare che l’assicurazione sulla vita è un meccanismo giuridico squisitamente francese, che non trova necessariamente un equivalente in altri ordinamenti, come ad esempio in Asia.

Tali ordinamenti considerano dunque l’assicurazione sulla vita come un contratto a favore di terzo e non le riconoscono necessariamente gli stessi vantaggi previsti in Francia.

Un problema rilevante può quindi presentarsi quando designa come beneficiari i propri figli che, nel frattempo, vanno a vivere e si stabiliscono all’estero. Ecco come questi ultimi possono trovarsi (tra le altre difficoltà) pesantemente tassati su tali somme al momento in cui le percepiscono.

11. Spese di switch e opzioni a pagamento: il costo della flessibilità

Modificare la ripartizione tra i supporti di investimento, o attivare alcune opzioni come il consolidamento automatico delle plusvalenze o l’investimento progressivo, genera spesso commissioni di switch o di opzione, nell’ordine dello 0,5-1 %. Alcuni contratti offrono uno o due switch gratuiti all’anno, ma molti li addebitano fin dalla prima operazione. La gestione delegata aggiunge ulteriori spese dello 0,2-0,5 %/anno, oltre a quelle del contratto.

Spese delle unità di conto (unit linked): i costi invisibili

Gli attivi sottostanti (OICVM, ETF, SCPI…) hanno proprie commissioni di gestione interne, talvolta fino al 2 o 3 % annuo, soprattutto nei fondi attivi o tematici. Tali commissioni spesso non sono visibili nel contratto, perché dedotte direttamente dai rendimenti pubblicati. Un fondo che dichiara +4 % può in realtà aver prodotto +6 %, ma con un 2 % di commissioni trattenute internamente.

Questa scarsa leggibilità impedisce al risparmiatore di valutare con precisione quanto sta pagando.

Doppia commissione: l’effetto a cascata

In molti contratti l’assicuratore preleva le proprie commissioni e, a seguire, il gestore del fondo unit linked preleva le sue. Questa doppia stratificazione di costi può portare a un onere complessivo superiore al 3 %/anno su alcune unit linked poco competitive. Il fenomeno è frequente nei contratti bancari, dove i fondi unit linked appartengono allo stesso gruppo dell’assicuratore, generando così retrocessioni interne.

Illustrazione numerica: 1,5 punti di rendimento persi in media ogni anno

Prendiamo un contratto con l’1 % di commissioni di gestione sui supporti in unità di conto (unit linked), con un fondo azionario che presenta l’1,8 % di costi interni. In totale: 2,8 % di costi annui. Se il mercato offre un rendimento lordo del 6 %, il rendimento netto per il risparmiatore scende al 3,2 %. Su 15 anni, il divario cumulato supera i 20 000 € di mancato guadagno per un capitale iniziale di 50 000 €. I costi rappresentano quindi un fattore centrale, soprattutto sul lungo periodo.

Consiglio pratico: dove leggere e confrontare i costi di un contratto?

I costi devono essere dettagliati nei documenti regolamentari consegnati al momento della sottoscrizione. Il DIC (Document d’Information Clé, il documento contenente le informazioni chiave) di ciascuna unità di conto (UC), così come la nota informativa del contratto, indicano i livelli di costo applicabili. Dal 2022 gli assicuratori devono inoltre pubblicare sul proprio sito una tabella completa dei costi totali per contratto. Infine, il sito dell’ACPR (l’autorità di vigilanza francese) e Good Value for Money offrono comparatori indipendenti utili per verificare la competitività dei contratti.

Rendimento e potere d’acquisto: performance da ridimensionare

L’assicurazione sulla vita è spesso percepita come un investimento redditizio nel lungo periodo. In realtà, i suoi risultati vanno considerati con maggiori sfumature. Dietro la sicurezza del fondo in euro o il potenziale di rendimento delle unità di conto (unit linked), diversi freni riducono il rendimento reale effettivamente percepito dal risparmiatore. Questi freni sono tanto più problematici in quanto poco visibili o poco compresi: inflazione, ripartizione diseguale degli utili, oppure mancanza di informazioni sulle riserve costituite dagli assicuratori.

Fondi in euro: un rendimento netto spesso inferiore all’inflazione

Il fondo in euro resta un pilastro dei contratti, apprezzato per la garanzia del capitale. Ma il suo rendimento reale netto è divenuto ampiamente negativo negli ultimi anni. Nel 2023 i fondi in euro hanno reso in media il 2,5 %, mentre l’inflazione superava il 4,5 %. Risultato: una perdita di potere d’acquisto, anche se il capitale nominale resta intatto. Questo rendimento reale negativo è il prodotto di due fattori: una gestione essenzialmente obbligazionaria in un contesto di tassi durevolmente bassi e spese di gestione incomprimibili.

Unità di conto (unit linked): rendimento incerto, capitale esposto

Le UC (unités de compte, le unità di conto) offrono una prospettiva di rendimento più elevato, ma nessuna garanzia di capitale né di risultato. Nelle fasi di rialzo possono registrare buone performance, ma espongono il risparmiatore a una volatilità talvolta difficile da accettare sul piano psicologico. I ribassi di mercato possono essere bruschi e indurre a riscattare nel momento peggiore. Questo rischio non sempre viene spiegato a sufficienza, sebbene costituisca il principale motore di rendimento dei contratti multisupporto.

Rendimenti disomogenei a seconda dei contratti: il premio ai nuovi arrivati

I rendimenti riconosciuti non sono uniformi, nemmeno presso uno stesso assicuratore. I contratti più datati sono spesso remunerati meno di quelli nuovi. La ragione è di ordine regolamentare: l’assicuratore può scegliere di remunerare meglio i fondi in euro più recenti, spesso per ragioni commerciali. Il risultato è che due risparmiatori che hanno lo stesso assicuratore, ma contratti diversi, possono vedersi riconoscere un rendimento che differisce dell’1% su uno stesso tipo di fondo. Questa disparità di trattamento è lecita, ma raramente spiegata al momento della sottoscrizione.

La PPB: una riserva che non sempre viene redistribuita

La Provision pour Participation aux Bénéfices (PPB), la riserva francese per la partecipazione agli utili, è costituita dall’assicuratore e alimentata dai guadagni non immediatamente ridistribuiti. Dovrebbe essere ridistribuita agli assicurati entro un termine di 8 anni. Nei fatti il suo impiego è molto disomogeneo: alcuni contratti ne beneficiano poco o per nulla, poiché l’assicuratore dispone di un’ampia discrezionalità nella ripartizione. Eppure questa

riserva è ingente: oltre 70 miliardi di euro secondo la Banque de France. Essa costituisce una leva di rendimento sottoutilizzata per molti risparmiatori.

Contratti non reclamati: un rendimento vanificato dalla dormienza

Ogni anno miliardi di euro di capitali di assicurazione sulla vita non vengono reclamati dai loro beneficiari, spesso perché ne ignorano l’esistenza o per dimenticanza. Questi contratti cosiddetti «en déshérence» (polizze dormienti) finiscono per essere trasferiti alla Caisse des Dépôts dopo 10 anni e vengono poi definitivamente perduti dopo 30 anni. Non è un fenomeno che riguarda soltanto gli altri: è sufficiente un beneficiario mal informato o un contratto non individuato perché il rendimento accumulato non giovi a nessuno. L’ACPR stima tuttora in oltre 5 miliardi di euro le somme non corrisposte per mancanza di richiesta.

Un accorgimento poco noto: come verificare la PPB (riserva di partecipazione agli utili) del proprio contratto

La PPB (provision pour participation aux bénéfices, la riserva per la partecipazione agli utili) è indicata nella relazione annuale di gestione del Suo contratto e, talvolta, nella documentazione disponibile sul sito dell’assicuratore. Occorre individuare la quota di PPB attribuita al contratto in questione e la sua evoluzione nell’arco di più esercizi. Per sapere se ne beneficia, può interpellare direttamente il Suo consulente o esigere una scomposizione dei rendimenti passati. Questa trasparenza è un diritto. Infine, alcuni comparatori come Good Value for Money analizzano la qualità della redistribuzione degli utili contratto per contratto: un indicatore prezioso per valutare l’equità reale di un contratto.

Fiscalità: vantaggi reali… ma condizionati

Uno degli argomenti più ricorrenti a favore dell’assicurazione sulla vita è il suo regime fiscale vantaggioso. È vero, ma a determinate condizioni. Questi vantaggi non sono né immediati né garantiti nel tempo: dipendono dalla durata di detenzione del contratto, dalla data e dall’importo dei versamenti e persino dal contesto legislativo. Il risparmiatore che punta sulla leva fiscale deve conoscerne con precisione i limiti per evitare delusioni, in particolare in caso di riscatto anticipato o di riforma normativa.

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Vantaggi che si attivano solo dopo 8 anni

La fiscalità sui riscatti diventa realmente vantaggiosa a partire dal 9º anno. Prima di tale soglia, i guadagni prelevati sono tassati al PFU (prélèvement forfaitaire unique, prelievo forfettario unico francese) del 12,8 % maggiorato del 17,2 % di prelievi sociali, ossia il 30 %. Dopo 8 anni l’aliquota scende al 7,5 % su una parte dei guadagni, ma soltanto se i premi versati restano al di sotto di 150 000 €. Tale aliquota si applica dopo una franchigia annua di 4 600 € (o 9 200 € per una coppia). In pratica, ciò significa che i guadagni sono esenti entro un certo limite, ma occorre tempo per arrivarci.

Una fiscalità poco competitiva prima degli 8 anni

Nei primi otto anni, l’assicurazione sulla vita non offre alcun vantaggio particolare rispetto al PEA (piano di risparmio in azioni francese, esente dopo 5 anni) o al PER (piano di risparmio previdenziale francese, con deducibilità dei versamenti in entrata in funzione della Sua aliquota marginale). L’assicurazione sulla vita è dunque un prodotto di lungo periodo, da non destinare a progetti di breve o medio termine. Uscire troppo presto riduce inevitabilmente il rendimento netto.

In caso di prelievo: due opzioni, un identico costo complessivo

Quando effettua un riscatto (parziale o totale), sono tassate soltanto le plusvalenze, non le somme inizialmente versate. Può scegliere tra due regimi di imposizione :

  • Il PFU (Prélèvement Forfaitaire Unique, prelievo forfettario unico) : 12,8 % (o 7,5 % dopo 8 anni, a determinate condizioni), + 17,2 % di prelievi sociali, trattenuti alla fonte.
  • L’imposta sul reddito (IR) : alla Sua aliquota marginale (TMI), spesso più onerosa, salvo che Lei sia soggetto a un’imposizione ridotta.

In ogni caso i prelievi sociali restano sempre dovuti, ogni anno, sui rendimenti del fondo in euro.

Un quadro fiscale che può cambiare

Il regime fiscale dell’assicurazione sulla vita è già stato modificato più volte (soppressione dell’esenzione totale prima del 1998, introduzione nel 2018 del PFU, il prelievo forfettario unico, revisione delle soglie di imposizione…). I contratti più datati non sono sempre al riparo: le nuove regole si applicano spesso ai versamenti successivi alla riforma, il che significa che anche un contratto risalente nel tempo può perdere in parte i propri vantaggi se Lei continua ad alimentarlo. Si tratta di un rischio contenuto ma reale, che va considerato in qualsiasi strategia di lungo periodo.

Disponibilità dei fondi: né immediata, né assoluta

L’assicurazione sulla vita viene spesso presentata come un investimento «disponibile in qualsiasi momento». Dal punto di vista giuridico è vero: non esiste un blocco legale come quello previsto per il PER (piano di risparmio previdenziale francese). Nella pratica, però, la disponibilità è relativa, talvolta lenta e soprattutto soggetta a eccezioni rilevanti. Inoltre, questa flessibilità può ritorcersi contro il risparmiatore che agisca in modo affrettato.

Tempi di riscatto variabili da un assicuratore all’altro

Un riscatto, anche parziale, non è immediato. Il Code des assurances concede all’assicuratore fino a due mesi per erogare le somme, ma nella pratica i tempi vanno dalle 48 ore ai 10 giorni lavorativi per i contratti più reattivi. Tutto dipende dal canale di sottoscrizione (online o meno), dalla linea di investimento prescelta e dalla reattività del servizio clienti. Un riscatto richiesto di venerdì su unità di conto non quotate può così richiedere più di una settimana.

Alcuni supporti d’investimento rendono il risparmio temporaneamente indisponibile

Anche in un contratto multiramo, non tutte le linee di investimento sono uguali in termini di liquidità. Gli investimenti in SCPI (immobiliare), FCPR (private equity) o in altri attivi alternativi possono comportare penali in caso di uscita anticipata, se non un blocco temporaneo quando la liquidità della linea è limitata. Sono vincoli contrattuali, spesso però individuati male al momento della sottoscrizione. È quindi essenziale leggere nel dettaglio le condizioni di riscatto proprie di ciascuna unità di conto.

Una flessibilità che può ritorcersi contro il risparmiatore

L’assicurazione vita non è un conto titoli. Eppure la possibilità di riscattare in qualsiasi momento può indurre alcuni risparmiatori ad agire in modo affrettato. In occasione di un crollo dei mercati può essere allettante recuperare i propri fondi «per evitare il peggio». Ma questa decisione emotiva cristallizza la perdita, invece di lasciare al portafoglio il tempo di riprendersi. Allo stesso modo, un riscatto dettato da un’esigenza non pianificata può comportare una fiscalità sfavorevole o una tempistica inopportuna.

Consiglio comportamentale: definire la propria strategia fin dall’inizio

Prima di investire in un’assicurazione sulla vita, è utile definire con chiarezza il proprio obiettivo (pensione, trasmissione del patrimonio, progetto specifico) e l’orizzonte minimo di investimento. Occorre poi suddividere il risparmio: una parte pienamente disponibile su un libretto o su un conto corrente, un’altra destinata al lungo periodo in un contratto di assicurazione sulla vita. Questa impostazione aiuta a resistere alla tentazione di riscatti affrettati. La regolarità dei versamenti, l’anticipazione dei bisogni e la diversificazione degli strumenti di investimento sono le migliori difese contro le decisioni impulsive.

Contratti complessi, poco chiari

L’assicurazione sulla vita moderna offre un’ampia libertà nella scelta degli attivi sottostanti, delle modalità di gestione e delle opzioni. Ma questa libertà si accompagna a una complessità crescente che pregiudica la comprensione del contratto da parte del risparmiatore. Tra documenti tecnici, un numero eccessivo di attivi disponibili e strumenti di monitoraggio poco chiari, diventa difficile compiere scelte consapevoli, soprattutto senza una consulenza.

Un’offerta pletorica di linee di investimento difficile da analizzare

Alcuni contratti propongono più di 100, talvolta 300, unità di conto (unités de compte) diverse. In teoria ciò consente una diversificazione ottimale. Nella pratica, la maggior parte dei risparmiatori non sa né come selezionarle né come valutarle. Molti si affidano ai rendimenti passati o a raccomandazioni standardizzate, senza comprendere il livello di rischio, i costi specifici o la reale liquidità dei supporti. Un’offerta così ampia e priva di gerarchia disorienta più di quanto aiuti.

Una documentazione contrattuale troppo densa

La nota informativa di un contratto di assicurazione sulla vita supera spesso le 30 pagine, alle quali si aggiungono i documenti informativi chiave (DIC, Documents d’Information Clé) per ciascuna UC, le condizioni generali, gli allegati tariffari… Il contenuto è imposto dalla legge, ma redatto in un linguaggio tecnico poco accessibile. Persino le tabelle che dovrebbero illustrare l’andamento del valore di riscatto nel tempo risultano spesso illeggibili senza una formazione finanziaria. Il risultato: il risparmiatore sottoscrive un contratto di cui comprende male i meccanismi reali.

Promesse di gestione mal spiegate

La gestione delegata, o per profili di rischio, è una soluzione proposta per semplificare l’allocazione degli attivi. L’assicuratore, o un suo partner, sceglie la ripartizione in base a un profilo di rischio definito con il risparmiatore. Ma queste forme di gestione difettano spesso di trasparenza. I rendimenti sono raramente presentati al netto della totalità dei costi, la metodologia è poco dettagliata e i cambiamenti di allocazione sono raramente spiegati. Il cliente non sa davvero chi decide, con quale prontezza e secondo quali criteri.

Un’offerta sovrabbondante ma poco trasferibile

Il mercato francese dell’assicurazione sulla vita è tra i più ricchi d’Europa. Questa varietà può sembrare rassicurante, ma nasconde una forte disomogeneità qualitativa tra i contratti e, soprattutto, una rigidità di cui si parla raramente: l’impossibilità di trasferire il proprio contratto a un altro assicuratore senza estinguerlo, con le conseguenze fiscali che ne derivano. Un problema tanto più fastidioso in quanto i contratti più recenti sono spesso assai più vantaggiosi di quelli sottoscritti dieci o quindici anni fa.

Migliaia di contratti, ma differenze sostanziali

Secondo l’ACPR, sarebbero in circolazione quasi 18 000 versioni diverse di contratti di assicurazione sulla vita. Dietro questa proliferazione si celano differenze considerevoli in termini di costi, di accesso ai fondi sottostanti, di servizi accessori o di trattamento in caso di riscatto. Due

assicurati dello stesso gruppo possono così detenere prodotti molto diversi, con rendimenti e diritti disuguali, senza esserne consapevoli.

Una non trasferibilità penalizzante

A differenza di altri prodotti come il PEA (piano di risparmio in azioni francese) o i PER (piani di risparmio previdenziale francesi), l’assicurazione sulla vita non è trasferibile da una compagnia all’altra. Se desidera beneficiare di un contratto più moderno, con costi ridotti o con supporti d’investimento meglio selezionati, deve chiudere il vecchio contratto, il che azzera l’anzianità fiscale. Unica soluzione intermedia: effettuare un trasferimento interno (o transfert Fourgous), consentito da alcuni assicuratori, che tuttavia non risolve tutti i problemi.

I nuovi contratti, spesso con rendimenti più elevati

Le compagnie di assicurazione hanno tutto l’interesse a rendere più attraenti i loro nuovi contratti: costi ridotti, rendimenti maggiorati sui fondi in euro, opzioni gratuite il primo anno… Al contrario, i contratti più datati vengono spesso trascurati, con rendimenti inferiori e un’offerta finanziaria obsoleta. Si crea così una forma di disparità tra assicurati che sono pur sempre clienti dello stesso istituto, ma in date diverse.

Altri svantaggi poco conosciuti

Alcuni limiti dell’assicurazione sulla vita non riguardano direttamente i costi o i rendimenti, ma attengono a rischi di gestione, di trasmissione o di struttura. Meno spesso affrontati, possono tuttavia avere conseguenze rilevanti, in particolare al momento del decesso o nell’ambito di un PER (piano di risparmio previdenziale francese). Comprenderli consente di anticipare, di informare i propri cari ed evitare che il risparmio accumulato cada nel dimenticatoio o non produca gli effetti attesi.

Trasmissione: un vantaggio talvolta inutile

L’assicurazione vita consente una trasmissione al di fuori della successione, con una franchigia di 152 500 € per beneficiario (per i premi versati prima dei 70 anni). Ma nella pratica questo vantaggio fiscale è spesso inutile se il beneficiario designato è il coniuge, poiché quest’ultimo è già esente dall’imposta di successione (articolo 796-0 ter del CGI). Orbene, nella maggior parte dei contratti standard il coniuge figura al primo rango tra i beneficiari. La presunta ottimizzazione successoria è dunque illusoria, salvo personalizzare in profondità la clausola beneficiaria.

PER individuale (piano di risparmio previdenziale francese): un’assicurazione sulla vita sotto un’altra etichetta

Pochi risparmiatori lo sanno, ma la quasi totalità dei PER individuali (piani di risparmio previdenziale francesi) sono giuridicamente contratti di assicurazione sulla vita. Ciò significa che condividono gli stessi assicuratori, le stesse commissioni di gestione e, talvolta, la stessa riserva di partecipazione agli utili (PPB). In altri termini, chi crede di diversificare il proprio patrimonio aprendo un PER presso lo stesso istituto in cui ha sottoscritto la propria assicurazione sulla vita espone due volte i propri risparmi al medesimo rischio istituzionale, senza rendersene conto. Una situazione che può compromettere la diversificazione perseguita.

Domande frequenti

In caso di insolvenza della compagnia di assicurazione, i contratti di assicurazione sulla vita sono coperti dal Fonds de Garantie des Assurances de Personnes (FGAP), il fondo di garanzia francese delle assicurazioni sulle persone, entro il limite di 70 000 € per assicurato e per assicuratore. Tale massimale si applica all’insieme dei contratti. È quindi opportuno ripartire i propri contratti tra più assicuratori per limitare questo rischio. Va precisato che l’attivazione di questo meccanismo è rara, ma resta un punto di attenzione, in particolare per i contratti molto risalenti o sottoscritti presso strutture fragili.

In caso di riscatto parziale, l’amministrazione fiscale applica la cosiddetta regola « pro rata »: ogni prelievo si considera composto da una quota di capitale e da una quota di interessi, in proporzione alle somme investite e alle plusvalenze maturate alla data. Pertanto, anche se Lei desidera recuperare unicamente del capitale, una parte del riscatto sarà tassata qualora risultino plusvalenze. Questa regola rende complessa una gestione mirata dei prelievi senza far scattare l’imposta.

Sì, è del tutto possibile — e spesso consigliabile — essere titolari di più contratti di assicurazione sulla vita. Ciò consente di diversificare gli assicuratori, le modalità di gestione, i supporti d’investimento e le clausole beneficiarie. Ogni contratto beneficia della propria anzianità fiscale. Consente inoltre di modulare i riscatti in funzione degli obiettivi, del regime fiscale applicabile o dei rendimenti registrati su ciascuna polizza.

La loi Sapin 2, in vigore dal 2016, consente allo Stato, per il tramite dell’Haut Conseil de Stabilité Financière, di sospendere temporaneamente i riscatti o le operazioni di switch sui contratti di assicurazione sulla vita in caso di grave minaccia per la stabilità finanziaria. Questa misura di congelamento può durare diversi mesi. A oggi non è mai stata attivata, ma costituisce un rischio latente per la liquidità del contratto in caso di crisi sistemica.

Sì, finché il beneficiario non ha accettato formalmente la propria designazione (con un’appendice contrattuale sottoscritta), l’assicurato può modificare liberamente la clausola beneficiaria, in qualsiasi momento e senza doverne indicare il motivo. Questa flessibilità è un punto di forza essenziale dell’assicurazione sulla vita, ma impone di tenere aggiornate le clausole per evitare errori di trasmissione (ad es. beneficiario deceduto, indicazione vaga o inadeguata). Una clausola mal redatta può compromettere i vantaggi successori attesi.

Infine, oltre agli inconvenienti sopra citati, occorre aggiungere quelli propri delle assicurazioni sulla vita francesi rispetto a quelle lussemburghesi.

Criteri di confronto Assicurazione sulla vita francese Assicurazione sulla vita lussemburghese

Importo minimo di ingresso (da investire all’apertura del contratto)

500 €

125 000 €

Orizzonte d’investimento

✅ Prelievo possibile in qualsiasi momento senza obbligo di chiudere il contratto

✅ Prelievo possibile in qualsiasi momento senza obbligo di chiudere il contratto

Numero di contratti consentiti

✅ Illimitato

✅ Illimitato

Regime di capitalizzazione

✅ Nessuna imposizione sulle plusvalenze finché non viene effettuato alcun riscatto (prelievo)

✅ Nessuna imposizione sulle plusvalenze finché non viene effettuato alcun riscatto

Franchigia fiscale dopo 8 anni
(residente fiscale francese)

✅ Franchigia annua sulle plusvalenze ai fini dell’imposta sul reddito:
– 4.600 € (persona sola)
– 9.200 € (coppia)

✅ Franchigia annua sulle plusvalenze ai fini dell’imposta sul reddito:
– 4.600 € (persona sola)
– 9.200 € (coppia)

Assicurazione sulla vita e successione: franchigia fiscale
(residente fiscale francese)

✅ – 152.500 € per beneficiario per i versamenti effettuati prima dei 70 anni
– 30.500 € ripartiti tra i beneficiari per i versamenti effettuati dopo i 70 anni

✅ – 152.500 € per beneficiario per i versamenti effettuati prima dei 70 anni
– 30.500 € ripartiti tra i beneficiari per i versamenti effettuati dopo i 70 anni

In caso di decesso

❌ Chiusura del contratto (con i vantaggi successori sopra citati)

Affinché il contratto resti aperto dopo il decesso, è necessario optare per un contratto di capitalizzazione o un conto titoli

❌ Chiusura del contratto (con i vantaggi successori sopra citati)

Affinché il contratto resti aperto dopo il decesso, è necessario optare per un contratto di capitalizzazione o un conto titoli

Universo d’investimento

✅ Ampia scelta di investimenti per le migliori polizze vita: fondi in euro, immobiliare indiretto (SCPI), azioni, obbligazioni, private equity

❌ Attenzione: la scelta è limitata a seconda dell’assicuratore. Ad esempio, alcuni contratti non offrono alcun tracker (ETF)

✅ Universo pressoché illimitato (inserimento a catalogo su richiesta): consente di proporre i migliori investimenti senza vincoli

Multivaluta

❌ Non

✅ Sì, scelta delle valute: dollaro statunitense, euro, franco svizzero, sterlina britannica, ecc.

Linea di credito lombard

❌ No (unicamente anticipazioni su titoli)

✅ Sì, a partire da 500.000 euro

Loi Sapin 2

❌ In Francia, lo Stato può congelare i prelievi sulle polizze vita francesi.

✅ In Lussemburgo, lo Stato francese non ha alcun controllo sulle polizze vita.

Massimale di garanzia

❌ Garanzia limitata a 70.000 € per assicuratore in caso di insolvenza

✅ Garanzia illimitata grazie al triangolo di sicurezza e al superprivilegio (creditore di primo rango)

Costi relativi ai contratti di assicurazione sulla vita

❌ Costi variabili, spesso molto elevati nei contratti di scarsa qualità. È fondamentale scegliere bene il proprio contratto!

✅ Costi paragonabili a quelli dei migliori contratti francesi

In conclusione, anche assumendo come prodotto di riferimento le polizze vita lussemburghesi, gli inconvenienti restano numerosi e tali contratti risultano ben meno vantaggiosi dei contratti fiduciari.

In ultimo, occorre altresì precisare che la fiducie (istituto fiduciario di diritto francese) consente di coniugare, per i clienti che lo desiderano o che ne hanno bisogno, il meglio dei due mondi, integrando un’assicurazione sulla vita all’interno di una fiducie per beneficiare dei vantaggi cumulati dei due strumenti, mentre al contrario non è possibile beneficiare dei vantaggi della fiducie all’interno di un’assicurazione sulla vita, poiché quest’ultima non può ospitare una fiducie.

Domande frequenti su fiducie e assicurazione sulla vita

Che differenza c’è tra fiducie e assicurazione sulla vita?

L’assicurazione sulla vita è un contratto di risparmio con un quadro fiscale vantaggioso in sede di trasmissione, mentre la fiducie (istituto fiduciario di diritto francese) è un patrimonio di destinazione gestito su misura da un fiduciario. La fiducie offre una flessibilità di gestione e una protezione superiori, ma senza il regime fiscale specifico dell’assicurazione sulla vita.

Si possono combinare fiducie e assicurazione sulla vita?

Sì, e spesso i due strumenti sono complementari. I capitali caso morte di un’assicurazione sulla vita possono essere versati in una fiducie tramite un’apposita clausola beneficiaria, affinché un fiduciario li gestisca e li eroghi sotto forma di rendita a un beneficiario vulnerabile.

La fiducie protegge più dell’assicurazione sulla vita?

Per la gestione e la protezione di un beneficiario vulnerabile, sì: la fiducie consente di disciplinare con precisione l’impiego dei fondi, cosa che l’assicurazione sulla vita da sola non permette. La scelta dipende dagli obiettivi patrimoniali.

Qual è il vantaggio dell’assicurazione sulla vita lussemburghese?

L’assicurazione sulla vita lussemburghese offre una sicurezza rafforzata (super-privilegio del contraente), una neutralità fiscale e un’ampia libertà di investimento, il che la rende interessante per i patrimoni internazionali e di rilievo.

Come scegliere tra i due strumenti?

La scelta dipende dai Suoi obiettivi: trasmissione fiscalmente ottimizzata, protezione di un familiare, gestione internazionale o messa in sicurezza degli attivi. Un’analisi patrimoniale consente di individuare la combinazione più adatta alla Sua situazione.

La Maison Harlington dal
2006